Giovanni Biavi
Un mondo da riscoprire
Ci fu un tempo, nel XVIII secolo, in cui Cervignano era inserita nei circuiti della letteratura europea. Fu una stagione rapida, finita presto nell’oblio, ma che oggi merita di essere riscoperta. A partire da un illustre sconosciuto che non vediamo l’ora di conoscere.
Un profilo internazionale
Nato nel 1684 e morto nel 1755, il cervignanese Giovanni Biavi fu poeta e storico, nunzio apostolico in tutta Europa e membro della celebre Accademia di Arcadia; la sua tomba – in realtà un cenotafio commemorativo ricavato da una tomba romana – è attualmente in San Girolamo. Antologizzato all’interno dei quattordici volumi delle Rime degli Arcadi (1716-1781), fu a sua volta autore di un volume di Rime, stampato a Napoli nel 1727 (e scaricabile gratis cliccando qui). La sua poesia, che rappresenta perfettamente l’atmosfera letteraria dell’Italia settecentesca, spesso trae ispirazione dai luoghi della sua infanzia cervignanese, con particolare riguardo al fiume Ausa.
Parole e musica
Biavi fu anche autore di opere teatrali e del libretto di un dramma pastorale: quello della Dafne, musicato nel 1719 a Salisburgo dal veneziano Antonio Caldara, uno dei massimi compositori dell’Europa di allora, amato e imitato addirittura da Johann Sebastian Bach (chi volesse ascoltare per intero questo gioiello può farlo su YouTube dove esiste una registrazione effettuata dall’orchestra di Santiago del Cile nel 1999). Il testo, composto interamente da Biavi, è uno dei più interessanti nel panorama del melodramma settecentesco.
Il nostro progetto
Per riscoprire questo illustre concittadino del passato abbiamo studiato un progetto di alto profilo: vogliamo recuperare le opere dello scrittore cervignanese per conservarle nelle collezioni della Biblioteca, istituire una giornata di letture pubbliche e divulgazione dell’opera di Biavi e commissionare una riedizione del libretto e dello spartito della Dafne, che dovrà culminare con una registrazione su cd e un concerto-evento al Teatro Pasolini. Lo hanno fatto a Santiago del Cile (a riprova dell’importanza dell’opera): perché non lo dovremmo fare noi, che di Biavi siamo gli eredi diretti?
La nostra cultura è la base su cui edificare il futuro!