Comunità Energetiche Rinnovabili, un’opportunità per Cervignano

Il Comune potrebbe esserne promotore, coinvolgendo cittadini, imprese e attività commerciali. La delegata all’ambiente Gloria Catto: “Opportunità da cogliere”.

Cervignano del Friuli, 18 febbraio 2024 – Lo scorso 24 gennaio è entrato in vigore il decreto del MASE (Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica) che ha dato il via ufficiale alla diffusione delle Comunità energetiche rinnovabili (CER).

Si tratta di gruppi di cittadini, piccole e medie imprese, pubbliche amministrazioni, attività commerciali che danno vita a un soggetto giuridicamente riconosciuto e producono e condividono energia rinnovabile.

L’energia prodotta viene consumata dai componenti della CER e l’eventuale parte eccedente può essere restituita alla rete nazionale con un riconoscimento di incentivi economici. L’energia può anche venire immagazzinata in sistemi di accumulo per essere poi utilizzata quando le fonti rinnovabili non sono utilizzabili, per esempio di notte nel caso dei pannelli solari, o quando se ne verifichi la necessità, per esempio per far fronte a picchi di domanda di energia.

Gioventù

Le modalità di ripartizione fra i membri dei ricavi derivanti dall’energia prodotta viene definito da ciascuna comunità attraverso un contratto di diritto privato.

«Anche gli Enti locali – spiega la delegata all’ambiente di Cervignano Vale, Gloria Catto – possono assumere un ruolo importante nell’ambito delle CER, sia facendosi promotori di una comunità energetica, come nel caso di Cervignano del Friuli, che avrebbe la possibilità di mettere in rete diversi impianti fotovoltaici in previsione di realizzazione su edifici pubblici, sia in veste di facilitatori per i cittadini e le imprese che intendono farne parte».

Le CER inoltre fa riferimento a una “cabina primaria”, il punto di trasmissione e di distribuzione dell’energia, e questo consente di mettere in rete anche il territorio di diversi comuni. Si tratta quindi di una importante opportunità, sia per favorire la diffusione di politiche di pianificazione energetica e di sostenibilità ambientale che per dare un servizio al territorio.

Gloria Catto

Il fine di una CER, dichiarato dalla direttiva europea di riferimento, è infatti di fornire benefici ambientali, economici o sociali ai suoi membri e a livello di comunità e non quello di realizzare profitti finanziari. Scegliere di aderire a una comunità energetica però consente di ottenere anche una serie di benefici economici, derivanti dalla riduzione della bolletta e dagli incentivi.

«Per attivare una CER – conclude Catto – non è sufficiente la buona volontà, ma anche il coinvolgimento di competenze adeguate. Un passo necessario per raggiungere un risultato per il bene dell’intera collettività».

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CERVIGNANO VALE

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