San Michele
Lo scrigno della nostra storia
Le origini
Sapientemente affrescata negli anni Trenta dell’Ottocento dal pittore Sebastiano Santi, l’attuale ‘chiesa madre’ risale al 1780, ma la sua storia inizia nell’Alto Medioevo, come attesta un documento del 912 in cui Berengario I (marchese del Friuli, re d’Italia e futuro Sacro Romano Imperatore) conferma «al venerabile abate Abbone e al suo monastero di San Michele Arcangelo di Cervignano, in Friuli, tutto ciò che possiede», a seguito dell’incendio dei documenti e della struttura ad opera degli Ungari.
Il complesso storico-archeologico
Di questa antica abbazia rimane traccia nel mosaico (IX-X secolo) attualmente visibile in piazza Marconi, ma all’inizio degli anni Novanta una serie di scavi archeologici concomitanti al restauro della chiesa hanno portato alla luce strutture ancora più antiche, oggi inglobate in una cripta sotto l’attuale pavimento. Sconosciuto a moltissimi cervignanesi, questo tesoro nascosto (accessibile da un ingresso laterale che conduce a una scala sotterranea) comprende anfore, epigrafi latine, canalette di epoca romana per lo scolo delle acque, una fornace altomedievale e un complesso funerario con alcuni scheletri ancora visibili: uno scrigno di immenso valore che si affianca ai reperti preistorici, romani e medievali attualmente custoditi nell’Antiquarium, inaugurato nel 2017 eppure mai realmente ‘decollato’, complici gli orari ridotti e la successiva chiusura in tempi di Covid-19
Per riscoprire chi siamo
Chiesa, cripta, Antiquarium e mosaico di piazza Marconi non possono più rimanere entità separate: è nostra intenzione valorizzare tutti questi tesori in un progetto integrato che abbiamo definito nei dettagli, dove troveranno posto anche numerosi reperti attualmente chiusi in magazzini inaccessibili. Non possiamo più permetterci di ignorare questo patrimonio: è tempo di restituirlo ai cittadini, perché Cervignano Vale!