25 APRILE 1945 – 25 APRILE 2025: VIVA LA LIBERAZIONE, VIVA LA RESISTENZA!
Dalle ricerche dell’Istituto nazionale ‘Ferruccio Parri’ emerge che dal 1943 al 1945 in Italia furono pubblicate circa 800 testate clandestine, stampate e distribuite a rischio della vita da gruppi partigiani di diverso orientamento politico; per il solo Friuli Venezia Giulia, in particolare, l’Istituto ha registrato ben 59 testate. Questi ciclostilati, dalla grafica incerta quanto il destino di chi li diffondeva, sono oggi disponibili tramite scansioni degli originali all’interno della banca dati www.stampaclandestina.it : a noi, donne e uomini del 2025, a ottant’anni da quel 25 aprile in cui il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, spetta il compito di leggere e tramandare la voce di coloro che hanno combattuto per il bene sommo e ineguagliabile della libertà, «presupposto necessario della rettitudine e della onestà nella cosa pubblica» (dal n° del 20 novembre 1944 del periodico “L’Italia Nuova”, organo del CLN della provincia di Udine, qui riprodotto in fotografia). Tra le tante parole che ci hanno colpito, abbiamo scelto quelle cariche di passione e di speranza uscite sul n° 4 della rivista “Osoppo avanti!” (27 febbraio 1945), pubblicata dal comando I divisione della brigata ‘Osoppo’ (qui la riproduzione online: https://www.stampaclandestina.it/wp-content/uploads/numeri/OsoppoAvanti_27-02-45.pdf):
«Fino a ieri l’angoscia di un lungo periodo di sofferenze e di pena a un ventennio di soggezione, resa ancor più cupa dalle necessità di dover comprimere nell’intimo dell’animo il proprio esasperante dolore: «popolo di schiavi condannato all’entusiasmo» da una losca minoranza di barattieri e di profittatori senza scrupoli e senza dignità. E da ultimo, nello sfacelo di ogni cosa, il rinnovato gravame della invasione di uno straniero che i nostri padri tenacemente combatterono per il risorgimento della Patria e che anche noi dobbiamo combattere nella insopprimibile ribellione contro chiunque tenti strappare all’Italia e ai suoi figli l’agognata libertà. E tornarono gli esili, le impiccagioni, le fucilazioni, le battiture più inumane e bestiali, i soprusi contro popolazioni inermi e innocenti, e si moltiplicarono le sofferenze e le angosce che sembravano gravare sugli animi, senza tregua e senza speranza. Ma, come per la natura, anche per noi si annuncia il principio di una vita nuova. Tenui, imponderabili, ma sicuri segni fan prevedere prossima la fine dei nostri lutti e si dispiega un sicuro presagio di rinascita e di redenzione. Questo nuovo periodo che sta per iniziarsi nella vita nazionale non deve trovarci né impreparati né inattivi alla necessaria opera di ricostruzione che s’impone. L’avvenire della Patria ed il benessere del popolo dipendono dalla buona volontà di ognuno di noi. […] L’ora della giustizia, della libertà, s’avvicina. I popoli saranno finalmente liberati da questo spettro insanguinato. Frattanto l’ira teutonica si abbatte bestialmente fra inermi e pacifici cittadini. […] Alle famiglie dei martiri la nostra fraterna simpatia. Al popolo friulano, l’appello per la riscossa!».